Quando il Volontariato Diventa un Business: La Faccia Oscura dell’Adozione

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Volontariato Animale: Quando l’Aiuto Diventa un Business

Introduzione Nel mondo del volontariato per la tutela degli animali, esistono persone e associazioni che operano con dedizione e altruismo. Tuttavia, accanto a questi veri volontari, esistono anche figure meno trasparenti, che sfruttano l’emotività del pubblico per ottenere vantaggi personali. Questo articolo approfondisce il fenomeno di chi si definisce “volontario” ma opera con logiche di business, senza promuovere campagne di sensibilizzazione sulla sterilizzazione e gestendo i microchip in modo poco chiaro.


Volontariato Animale Senza Sensibilizzazione: Un Problema Diffuso

Uno degli aspetti più critici di questo fenomeno è la mancanza di campagne di prevenzione e sensibilizzazione. Molti “volontari” intervengono solo quando un cane è già in difficoltà, piuttosto che educare i proprietari alla sterilizzazione e alla corretta gestione degli animali, i volontari arrivano dopo nel momento in cui la cagna ha partorito magari in un luogo fatiscente e ogni sei sette mesi è così, perché ci sono due elementi che portano alla crescita di un volontario: impietosire con le emergenze e il fatto che i cuccioli si piazzano subito.

L’adozione responsabile passa anche attraverso la prevenzione del randagismo, ma queste figure preferiscono agire quando l’emergenza è già in atto, sfruttando le emozioni e raccogliendo consensi sui social media. Questo comportamento contribuisce a perpetuare il problema invece di risolverlo alla radice.


Microchip Irregolari e Proprietà dei Cani

Un altro tema delicato è la gestione del microchip. La normativa vigente stabilisce che il microchip deve essere applicato da un veterinario accreditato e registrato nell’anagrafe canina. Tuttavia, alcune volontarie si appropriano della registrazione dei cani, intestandoli a loro stesse senza informare adeguatamente i proprietari.

Ciò significa che molte persone adottano cani senza sapere che l’animale risulta intestato alla volontaria e non a loro. In alcuni casi, questo consente ai “finti volontari” di avere il controllo sull’animale anche dopo l’adozione, con il rischio che il cane possa essere sottratto in qualsiasi momento.


L’Emotività Sfruttata sui Social: Indignazione Selettiva

Molti di questi presunti volontari usano i social media per creare indignazione e ottenere visibilità. Invece di agire concretamente per ridurre gli abbandoni e promuovere la sterilizzazione, pubblicano contenuti emotivamente forti per spingere le persone a donare o adottare senza una valutazione adeguata.

Questo comportamento non aiuta davvero gli animali, ma alimenta una narrazione distorta in cui la colpa viene sempre scaricata sui proprietari irresponsabili, senza mai affrontare le reali cause del problema.


Il Business delle Staffette e delle Adozioni Facili

Un altro aspetto poco trasparente è la gestione delle staffette e delle adozioni. Alcune organizzazioni si occupano del trasporto di cani da regioni con alto tasso di randagismo verso il Nord Italia e altri paesi europei. Sebbene questa pratica possa essere utile quando gestita correttamente, in alcuni casi si trasforma in un vero e proprio business, dove i cani vengono movimentati senza i dovuti controlli sanitari e amministrativi.

Le staffette dovrebbero essere regolate con la massima trasparenza, garantendo che gli animali vengano affidati a persone responsabili e che tutte le procedure siano rispettate. Purtroppo, molti di questi trasporti avvengono in condizioni discutibili, senza la necessaria tracciabilità.

Come associazione a tutela dei cani e persone e per trasparenza a breve pubblicheremo l’elenco dei trasporti per conto terzi regolari di cui potersi affidare e far viaggiare i cani in perfetta legalità.


Conclusione: Come Riconoscere i Veri Volontari

Un vero volontario si impegna a lungo termine per il benessere degli animali, promuovendo campagne di sterilizzazione, educazione e prevenzione. Per riconoscere chi opera con trasparenza e chi invece sfrutta gli animali per secondi fini, è importante:

  • Verificare se promuovono la sterilizzazione come soluzione preventiva;
  • Accertarsi che i microchip siano registrati a nome del proprietario adottante;
  • Controllare la trasparenza delle donazioni e delle spese;
  • Diffidare di chi usa i social solo per creare indignazione senza proporre soluzioni concrete.

Il volontariato serio esiste, ma è fondamentale saper distinguere tra chi aiuta davvero e chi sfrutta il dolore degli animali per un tornaconto personale.

Veronica Cucco

Presidente Associazione Culturale Radio Cinofilia

 

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